Di cosa si occupa la chirurgia estetica ricostruttiva?

La chirurgia ricostruttiva è una branca della chirurgia plastica, che mira a correggere e riparare sotto l’aspetto funzionale ed estetico i danni conseguenti a ustioni, traumi (come fratture del viso, ferito lacero-contuse), malformazioni congenite o le lesioni che seguono un intervento demolitivo ( ad esempio mastectomie, neoplasie del viso). La chirurgia plastica ricostruttiva quindi “ricostruisce” (ad esempio grazie ai lembi cutanei), parti della pelle o del corpo che sono stati danneggiati da traumi, patologie o interventi precedenti.

La chirurgia ricostruttiva trova applicazione nel campo dermatologico quando la presenza di neoformazioni cutanee e sottocutanee viene affrontata con finalità estetiche o curative. Frequenti, infatti, sono le neoformazioni non distinguibili tra benigne e maligne: ecco perché diventa necessario avere una conferma diagnostica – anche dal punti di vista della chirurgia ricostruttiva – che si concretizza nella asportazione (o tramite bisturi o con laser chirurgici) della neoformazione e nel successivo esame istologico di controllo.

Un’ altra diffusa applicazione della chirurgia ricostruttiva si trova nel riparare le lesioni che seguono interventi demolitivi come la mastectomia, che – nella vita di una donna – apporta non solo traumi fisici, ma anche psicologici . Attraverso l’ intervento ricostruttivo i traumi psico-emotivi tendono ad essere sanati, apportando così ampi benefici . La ricostruzione mammaria è tesa a ri-creare la simmetria tra la mammella conservata e quella ricostruita, utilizzando o materiali protesici (protesi, espansioni) oppure con l’utilizzo di soli tessuti della paziente (lembo dorsale, addominale, grasso, ecc),con il minor danno possibile per la donna in termini di cicatrici e sofferenze. In base alla conformazione fisica e all’età della paziente, il chirurgo estetico ricostruttivo sceglierà la migliore tipologia di intervento da seguire, utilizzando una anestesia locale oppure generale.

Numerose sono anche le casistiche di uomini che presentano un aumento del tessuto ghiandolare mammario: la cosiddetta ginecomastia. Questo inestetismo può essere anche dovuto anche ad uno sviluppo eccessivo del tessuto adiposo, in seguito ad un aumento del peso ponderale. La ginecomastia è più frequente nei ragazzi durante la pubertà e negli uomini anziani: può essere difficile far fronte al problema, soprattutto dal punto di vista psicologico, causando calo di autostima e imbarazzo negli individui di sesso maschile. A seconda delle dimensioni delle mammelle da correggere, la chirurgia correttiva, o attraverso la lipoaspirazione o con l’eliminazione del tessuto ghiandolare in eccesso, mira a risolvere il problema in maniera definitiva.

L’intervento di lipofilling (o liposcultura) è una metodica chirurgica ricostruttiva che consiste nel prelievo del proprio grasso da determinate aree corporee in cui è naturalmente presente in maggiori quantità (come addome, fianchi, cosce) e il suo reinserimento- dopo adeguato trattamento- in altre regioni del corpo dove risulti necessario( frequentemente sul viso) per colmare solchi o avvallamenti o per aumentare il volume di seno o glutei. L’intervento avviene in anestesia locale e la durata dell’intervento dipende dalla percentuale di adipociti da aspirare.

Sempre nell’ambito della chirurgia ricostruttiva si trova, come affermato anche dal decreto 20.09.2011, la chirurgia della mano e di tutte le patologie elettive e/o delle lesioni post-traumatiche della mano stessa. La chirurgia ricostruttiva della mano affianca in questo ambito la Chirurgia Plastica e l’Ortopedia.

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